Omelia: Dove sono i nostri frutti spirituali?

Prendendo come riferimento Lc 13,1-9, parlo come cresciamo la nostra vita spirituale durante la Messa delle 8 del mattino del 23 marzo 2025 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.

Nel suo immenso amore, Gesù ci dà già tutto per la nostra crescita spirituale.

Dio vi benedica.

Ecco il testo dell’omelia:

La Quaresima ci ricorda di fare un bilancio di noi stessi. A che punto ci troviamo nella nostra vita spirituale? A volte assomigliamo al fico schizzinoso della parabola di oggi, che ha bisogno di cura laboriosa per produrre i fichi. Gesù è il vignaiolo che ci ama e lavora sempre per la nostra salvezza.

Quali sono i nostri fichi? Qual è la frutta o l’obiettivo della nostra vita spirituale? È l’aumento dell’amore, delle virtù, delle azioni buone e delle persone attirate verso Gesù.

Perché un fico non produce fichi? Ci sono quattro possibilità che spiegano anche la nostra mancanza di crescita spirituale.

Prima possibilità: il fico non riceve abbastanza luce solare e il vignaiolo deve potare l’albero. Anche noi abbiamo bisogno della luce dell’amore divino in ogni parte dell’anima. Gesù dice: «Ogni tralcio che in me non porta frutto, [Dio] lo taglia. … Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato». Siamo purificati attraverso la Parola di Dio, le Scritture. Ma noi facciamo una meditazione quotidiana con le Scritture?

Seconda possibilità: il fico non riceve abbastanza acqua. Anche noi abbiamo bisogno dell’acqua che scaturisce dal cuore di Gesù. Troviamo quest’acqua, questa grazia, quando riceviamo spesso i sacramenti.

Terza possibilità: il fico non riceve abbastanza sostanze nutrienti. Nella parabola, il vignaiolo darà al fico il concime. Anche noi abbiamo bisogno di concime, cioè i doni dello Spirito Santo. Quindi, preghiamo lo Spirito affinché ci inondi con i suoi doni.

Quarta possibilità: un fico ha bisogno di tempo, che va dai 6 mesi ai 3 anni per produrre frutti. Nella parabola, il vignaiolo chiede di aspettare ancora un anno prima di tagliarlo. Anche noi abbiamo ricevuto il tempo necessario per convertirci.

Nel suo immenso amore, Gesù ci dà già tutto per la nostra crescita spirituale.

Qual è il nostro atteggiamento verso questi doni? Li riceviamo e permettiamo a Gesù di lavorare in noi? Oppure cerchiamo di afferrare i beni senza trasformarci personalmente?

Il fallimento nel convertirsi produce la morte, prima spirituale e poi fisica. Allo stesso tempo, Gesù ci insegna che in una grande tragedia non significa che le vittime siano grandi peccatori. Tale evento ci spinge a convertirci ora.

Abbiamo i doni divini e tempo per la nostra crescita. Basta indugiare!

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