Omelia per la Santissima Trinità: Un amore per noi con la intensità divina

Usando Gv 16,12-15, padre Jonas parla della pienezza della divinità in ciascuna delle tre persone divine durante la Messa delle 8 del 15 giugno 2025 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.

Dio ci ama con la intensità infinita.

Dio vi benedica.

Ecco il testo dell’omelia:

Nel numero 234, il Catechismo ci insegna: «Il mistero della Santissima Trinità è il mistero centrale della fede e della vita cristiana».

Gesù assume la nostra natura umana per rivelarci che l’unico Dio è una comunità di tre persone: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Il mistero della Trinità ha molti aspetti. Oggi voglio parlarvi di uno in particolare: la pienezza della divinità in ciascuna delle tre persone divine.

Nel numero 253 del Catechismo, la Chiesa ci dice: «Le Persone divine non si dividono l’unica divinità, ma ciascuna di esse è Dio tutto intero». Vale a dire che Padre, Figlio e Spirito Santo non condividono tra loro la divinità come noi potremmo condividere una torta. Ogni persona ha in sè tutta la natura divina. Infatti, nelle litanie lauretane chiamiamo ogni persona della Trinità, Dio: «Padre del cielo, che sei Dio; Figlio, Redentore del mondo, che sei Dio; Spirito Santo, che sei Dio».

Con la pienezza della divinità, le persone divine si amano; non si nascondono nulla, e amano noi con la stessa intensità.

Nel Vangelo di oggi, Gesù dice: «Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che [lo Spirito Santo] prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Il desiderio di Dio è la nostra partecipazione al suo amore. Il numero 260 del Catechismo dice: «Il fine ultimo dell’intera economia divina è che tutte le creature entrino nell’unità perfetta della Beatissima Trinità».

Paolo scrive che noi già ora sulla terra cominciamo a vivere tendendo verso questo fine, attraverso lo Spirito Santo che abbiamo ricevuto nel Battesimo e nella Confermazione: «La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato».

Ogni volta che riceviamo l’Eucaristia, si rafforza in noi questo amore. Così come la figura della Sapienza nella prima lettura, noi lodiamo Dio: «Ero la sua delizia ogni giorno: giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre».

Allo stesso modo di Paolo, noi consideriamo le difficoltà come opportunità per crescere nella vita spirituale. Egli scrive: «Ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza».

Quando comprenderemo bene che la Trinità ci ama, il nostro cuore accoglierà e donerà generosamente questo amore agli altri.

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