Usando Mt 5,13-16, padre Jonas parla come creare una costellazione per Gesù durante la Messa delle 8 del 8 febbraio 2026 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.
Dio vi benedica.
Ecco il testo dell’omelia:
Il Vangelo di oggi ci domanda: aggiungiamo valore al mondo? Le nostre azioni contribuiscono davvero al bene?
Il brano viene subito dopo le Beatitudini. L’ultima beatitudine promette benedizioni per i perseguitati a causa di Gesù. La persecuzione arriva quando un cristiano si fa vedere.
Nonostante il rischio, Gesù ci invita a essere sale della terra e luce del mondo, cioè persone che danno valore al mondo. E il valore che portiamo non è nostro: è Gesù stesso.
Senza di Lui, come il sale che ha perso sapore, non riusciamo a fare il bene. Gesù dice: «Senza di me non potete far nulla».
Un titolo mariano è Stella Maris, la stella del mare. San Bernardo descrive Maria Santissima come un segnale luminoso che guida, attraverso un mare tempestoso, verso suo Figlio Gesù. La sua luce è Gesù stesso.
Allo stesso modo, anche noi dobbiamo essere una stella che indica Cristo. Chi ci vede dovrebbe trovare Cristo e la via verso Dio Padre, la felicità eterna.
Maria ci insegna un paradosso: un rapporto personale con Cristo e, allo stesso tempo, un legame profondo con la comunità cristiana, la Chiesa, che serve gli altri nella carità. Il meccanismo di questo paradosso è il Battesimo, che ci unisce al Corpo Mistico di Cristo. Dunque siamo in comunione con Cristo e con tutti i cristiani.
Nell’Annunciazione, Maria ricevette Gesù e non lo tenne mai per sé. Subito andò da Elisabetta per proclamare le meraviglie del Signore. Maria, che portò Gesù nel suo seno, continua a mostrarcelo oggi nella devozione mariana, nella Bibbia, nella liturgia, nella meditazione e negli altri.
Ogni Messa è un’opportunità per crescere e mostrare la luce di Cristo in noi. Lo riceviamo nel Vangelo e nell’Eucaristia. Poi, attraverso la carità, condividiamo questo incontro con tutti.
Ogni gesto di bene ci illumina. Il profeta Isaia scrive: «Se sazierai l’afflitto di cuore, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio».
Dopo molti secoli, aiutando i suoi figli adottivi, continua a crescere la luce di Maria Santissima, la nostra stella polare.
A volte il nostro aiuto non è perfetto, ma quando permettiamo allo Spirito Santo di operare in noi, Egli compie meraviglie.
Paolo scrive: «La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio».
Insieme con Maria, Stella Maris, diventiamo una costellazione di stelle che indica Gesù agli altri in questo mondo caotico.
