Usando Gv 4,5-42, padre Jonas parla come Gesù ci ama e ci aspetta durante la Messa delle 8 dell’8 marzo 2026 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.
Dio vi benedica.
Ecco il testo dell’omelia:
Nel mio seminario a Boston, fuori dalla cappella, ci sono le parole in latino tratte dal Vangelo di Giovanni: «Il Maestro è qui e ti chiama».
Gesù ci ama e ci aspetta.
Nel Vangelo di oggi, con una semplice richiesta d’acqua, Gesù inizia una conversazione con la samaritana.
Nel momento decisivo, la donna dice a Gesù: «Signore, vedo che tu sei un profeta!».
Il verbo greco θεωρῶ per “vedo” significa che la donna osserva e cerca di comprendere la persona che ha davanti. Fino a quel punto, gli aveva risposto con superficialità: «Chi sei tu, un Giudeo?», «Signore, non hai un secchio», «Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe?».
Allo stesso modo, quante volte passiamo la giornata senza Gesù? Gli rispondiamo con superficialità: «Ti voglio bene, ma possiamo parlare più tardi?», «Vado in chiesa ogni domenica, non basta?», «Condivido un post su di te sui social, non è evangelizzazione?».
E invece Gesù ci ama e ci aspetta.
Quando Gesù rivela alla samaritana la verità sulla sua vita matrimoniale, lei si ferma. Capisce che questo uomo non è come gli altri che l’hanno usata e abbandonata. Gesù ha pazienza, domanda, ascolta, rimane presente.
Quante volte Gesù ci dice una verità che ci sorprende?
La verità più importante che dobbiamo accogliere nel cuore è che siamo figli amati di Dio e che apparteniamo a Lui. Nella cultura odierna, molti vagano senza questa consapevolezza e si sentono profondamente soli.
Quando la samaritana testimonia Gesù agli altri, dice: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto».
Comincia da ciò che Gesù le ha rivelato: la sua storia, le sue ferite. Non parte dall’acqua viva, né dal culto vero, ma da ciò che l’ha toccata personalmente.
Con una conoscenza profonda, Cristo ci rivela le verità essenziali della nostra vita.
Oggi, nell’Eucaristia e in ogni tabernacolo, Gesù ci ama e ci aspetta. Fermiamoci, riceviamo il suo amore e permettiamogli di dirci la sua verità d’amore.
Da questo luogo di amore possiamo riconoscere Gesù negli altri, aiutarli e testimoniarlo a tutti.
Alla fine, come i samaritani con la donna, amici, conoscenti e parenti potranno dirci: «Non è più per le tue parole che crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».
Gesù ci ama e ci aspetta. Fermiamoci e ascoltiamolo.
