Omelia: Ricevere e donare

Usando Mt 9,36–10,8, padre Jonas parla come imitare l’amore di Dio durante la Messa delle 8 del 14 giugno 2026 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.

Donate ciò che ricevete.

Dio vi benedica.

Ecco il testo dell’omelia:

Nel Vangelo di oggi Gesù dice: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Questa frase riassume tutte le letture, perché rivela la gratuità dell’amore di Dio che siamo chiamati a imitare.

Dio Padre ci ama e ci dona tutto. Nella prima lettura Egli ricorda al popolo i prodigi che ha compiuto per liberarlo dalla schiavitù d’Egitto. Paolo, poi, ci rammenta che Dio ha consegnato suo Figlio alla morte per salvarci dai peccati.

Gesù, che ama il Padre, lo imita: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Gesù dona liberamente ciò che riceve dal Padre. Vedendo la folla come pecore senza pastore, ordina ai discepoli di pregare il Padre perché mandi operai nella sua messe, cioè nella sua missione. Poi dona loro l’autorità di guarire e di annunciare il Vangelo. Così anche loro fanno ciò che fa Gesù: annunciano e guariscono.

Amando Gesù, lo imitiamo anche noi. Davanti a questa abbondanza di doni, siamo chiamati a rispondere liberamente con tre atteggiamenti: ascoltare, lodare, lavorare.

Primo: ascoltare. Dio dice nella prima lettura: «Se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, sarete per me una proprietà particolare». L’ascolto apre il cuore ai doni divini.

Secondo: lodare. Il salmo ci invita: «Acclamate il Signore, voi tutti della terra». Il ricordo dei doni ci porta alla lode. Paolo scrive: «Ci gloriamo in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione». Come ci insegnavano le nostre mamme: “Ringrazia quando ricevi un regalo”.

Terzo: lavorare. Con i doni ricevuti costruiamo un mondo migliore, come Gesù affida ai discepoli: «Strada facendo, predicate… Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni». Non sempre abbiamo doni straordinari, ma possiamo usare i talenti per aiutare gli altri e coltivare pace e giustizia, come ci esorta Papa Leone XIV nella sua prima enciclica.

Questi atteggiamenti – ascolto, lode e lavoro – non nascono solo dalla nostra forza, ma dallo Spirito Santo che opera nei sacramenti, nella preghiera, nella Chiesa e nelle opere buone. Chiediamogli il suo aiuto per vivere questi atteggiamenti.

Ricevere e donare liberamente ci prepara a vivere già ora qualcosa del Paradiso. Maria Santissima e i santi lo fanno sempre; rivolgiamoci a loro perché intercedano per noi.

Concludiamo con le parole di Gesù: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».

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