Usando Lc 24,13-35, padre Jonas parla come capire gli avvenimenti con la sapienza di Cristo durante la Messa delle 8 del 19 aprile 2026 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.
Dio vi benedica.
Ecco il testo dell’omelia:
Nel Vangelo di oggi, i discepoli dicono a Gesù: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Quanto è vera questa richiesta!
Riempendo il mondo di dolori, guerre e conflitti, il nemico della natura umana cerca di toglierci la gioia pasquale. E quante volte, con lamentele e parole dure, constatiamo che le tenebre sembrano coprire il mondo.
Eppure, l’Apostolo Paolo ci consiglia: «Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto».
Nel Vangelo, i due discepoli conoscono i fatti della morte di Gesù e della tomba vuota, ma non li considerano nel loro contesto più ampio. Allo stesso modo, con Internet, Google e l’intelligenza artificiale, riusciamo a conoscere molte notizie e informazioni, importanti o irrilevanti, ma spesso non riusciamo a guardarle in una prospettiva spirituale.
Come comprendere, allora? Gesù ci ama e ci dona la chiave per capire: sé stesso. Uniti a Cristo Risorto nel Battesimo, riceviamo la sua sapienza, cioè la capacità di vedere con gli occhi di Dio.
Per questo la richiesta dei discepoli dovrebbe diventare anche la nostra: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto».
Nel Vangelo, Gesù accompagna i due discepoli e spiega loro le Scritture. Allo stesso modo, nella Chiesa, attraverso la preghiera e la lettura spirituale quotidiana, Gesù ci si fa vicino, ci insegna e ci illumina.
Ogni Messa ci educa a ripetere questa richiesta e a ricevere la mente di Cristo. In ogni parte della liturgia diciamo, in fondo: «Gesù, resta con noi». Ascoltiamo la Parola di Dio e poi riceviamo tutto di Gesù nell’Eucaristia, soprattutto la sua sapienza e il suo Sacro Cuore. Nel silenzio dopo la Comunione, preghiamo: «Gesù, resta con noi».
Con lui, impariamo a discernere la bontà e la volontà di Dio negli avvenimenti di oggi. E come i due discepoli, pieni di gioia pasquale, corriamo nelle tenebre per annunciare a tutti Cristo Risorto, la risposta sempre nuova e sempre fedele alla sofferenza del mondo.
Con ogni incontro gioioso possiamo consolare e aiutare gli altri. E così, un po’ alla volta, le tenebre si diradano.
Preghiamo insieme: «Gesù, resta con noi».
