Omelia: La presenza dello Spirito Santo

Usando Gv 14,1-12 , padre Jonas parla come aumentare la sensibilità alla presenza dello Spirito Santo durante la Messa delle 8 del 10 maggio 2026 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.

Come vediamo e contempliamo lo Spirito Santo in mezzo a noi?

Dio vi benedica.

Ecco il testo dell’omelia:

Le letture di oggi aumentano la nostra sensibilità alla presenza dello Spirito Santo. Nella prima lettura, i Samaritani gioiscono dei miracoli del diacono Filippo perché riconoscono l’amore e la potenza di Dio davanti a loro.

Quando è stata l’ultima volta che noi abbiamo gioito dei piccoli doni divini quotidiani — un tramonto, una risata, una torta, un fiore? Di solito, come il mondo, abbiamo troppa fretta per fermarci.

La tecnologia odierna (televisione, computer, cellulare) crea un filtro, un muro dietro cui ci nascondiamo e ci allontaniamo, con una sicurezza falsa. Quanti post sui social media mostrano un crimine o un’emergenza medica, e nessuno interviene con una chiamata alla polizia o al primo soccorso.

Dunque, il mondo rimane insensibile allo Spirito Santo. Nel Vangelo di oggi, Gesù dice: «Lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce». Per descrivere il mondo che “non vede”, il brano usa il verbo greco theōreî, che significa vedere qualcosa e contemplarla.

Chiediamoci allora: come vediamo e contempliamo lo Spirito Santo in mezzo a noi?

Ricordiamo le parole di Gesù: «Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi». Attraverso il Battesimo e la Cresima riceviamo il dono dello Spirito Santo.

Poi, la consapevolezza dello Spirito Santo richiede un’anima silenziosa. Questo silenzio cresce anzitutto nella preghiera abituale: il rosario e una meditazione quotidiana sulle Scritture.

In secondo luogo, un’anima silenziosa ha bisogno di una vita morale. Gesù dice: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti». Quando osserviamo i comandamenti, viviamo con la mente e la volontà di Dio, che riceviamo di nuovo in ogni Eucaristia, sorgente e culmine dell’amore.

Per questo Gesù dice: «Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Se ci sono peccati nella nostra vita, abbiamo il dono della Confessione per ricominciare con un nuovo slancio.

Infine, un’anima silenziosa deve vivere immersa in questo mondo senza esserne travolta. Perciò, ogni tanto, prendiamo una pausa dalla tecnologia: mettiamo giù il cellulare e gustiamo il silenzio della natura.

Il primo e migliore modello di un’anima silenziosa è Maria Santissima, che lascia operare lo Spirito Santo in lei. Gioisce delle opere del Signore e intercede quando ci sono problemi come nelle nozze di Cana lei disse a Gesù: «Non hanno vino». Maria, nostra Madre, aiutaci a osservare e a gioire dei miracoli dello Spirito Santo.

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