Nota: A dato che San Pietro in Montorio è una chiesa francescana, ho celebrato la solennità di San Francesco d’Assisi, il fondatore dei francescani.
Usando Mt 11,25-30, padre Jonas parla di San Francesco durante la Messa delle 8 del 4 ottobre 2026 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.
Dio vi benedica.
Ecco il testo dell’omelia:
Oggi ricordiamo San Francesco, amico di Cristo, che lo seguì fino a portare le stigmate, come San Paolo descrive nella seconda lettura: «D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: io porto le stigmate di Gesù sul mio corpo».
Le azioni “pazze” di Francesco — le sue grandi feste, il comando sugli animali e il momento in cui si spogliò in piazza — oggi sarebbero degne dei social media. In ogni caso, sarebbe sempre stato uno “stolto di Cristo”, come dice Paolo.
Quest’uomo desiderava essere un trovatore che cantava l’amore cortese; invece, per divina grazia, divenne un trovatore di Cristo che cantava la semplicità e l’amore di Dio. Questo canto conquistò tante anime, soprattutto Santa Chiara.
Il suo modello di povertà attira generazioni di cristiani, specialmente Sant’Ignazio di Loyola. Anche se non possiamo tutti vivere la povertà materiale, possiamo avere l’atteggiamento della povertà spirituale, cioè la fiducia e la dipendenza dalla provvidenza divina.
Il poverello ci insegna ad avere un cuore libero, che riceve e dona pienamente. L’avidità non c’entra, perché l’anima ha già trovato il vero tesoro di Cristo, che ci dona la vera pace, come scrive San Paolo: «E su quanti seguiranno questa norma sia pace e misericordia, come su tutto l’Israele di Dio».
Anche la Messa ci aiuta a vivere questa povertà spirituale: noi poveri doniamo tutto a Gesù e lui ci dona sé stesso nell’Eucaristia.
Questo atteggiamento ci prepara al Paradiso, dove i santi e gli angeli ricevono e donano pienamente l’amore divino. Il Cantico delle creature di San Francesco riflette questa abitudine di lode e amore costante.
Nel suo immenso amore per noi, Gesù dona pienamente quando entra nel mondo come bambino, privo di potere umano. Questa semplicità e povertà del Cristo bambino Francesco voleva ricordare, mostrare e riflettere quando creò il primo presepe. Egli seguiva le parole di Gesù nel Vangelo: «Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita».
Alla fine, dopo aver trovato Cristo povero, Francesco scoprì la potenza costante del Vangelo, che spinge i seguaci di Gesù a migliorare il mondo. Ogni francescano segue le orme del suo maestro. Anche noi troviamo ispirazione nel poverello.
Preghiamo. O San Francesco, per la tua intercessione, aiutaci a vivere con semplicità e a donare pienamente dal cuore. Amen.
