Omelia: Siete pronto subito per la festa?

Usando Mt 22,1-14, padre Jonas parla di prepararsi per la fesa eterna durante la Messa delle 8 del 11 ottobre 2026 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.

Preparatevi per la festa eterna di Dio.

Dio vi benedica.

Ecco il testo dell’omelia:

Le letture di oggi ci chiedono: Siamo pronti, subito, per una festa?

Quest’estate, quando ero appena arrivato in una parrocchia vicino a Filadelfia, il parroco mi ha detto: «Andiamo a pranzo». Mi ha portato in auto davanti a una casa e poi mi ha detto: «Io non entro, ma tu vai, entra e mangia. Questa famiglia è filippina». Poi se n’è andato con la sua macchina. Sono rimasto solo davanti alla casa.

Va bene. Sono entrato e mi sono trovato in una festa. Ho detto: «Buongiorno». La proprietaria mi ha accolto e mi ha spiegato che la festa era dedicata al nascituro. Mi ha presentato la nuora incinta e mi ha chiesto di benedire il pranzo. L’ho fatto e tutti mi hanno accolto con grande calore. Ho gustato il pranzo.

Questo episodio mi ha aiutato a capire meglio la parabola di oggi, quando il re invita tutti dai crocicchi alla festa. Sarebbe un grande shock, e tutti si affretterebbero a prepararsi. Nonostante la sorpresa, tutti saprebbero cosa fare per una festa: indossare l’abito nuziale, salutare gli sposi, ringraziare il re, mangiare, ballare, parlare e godersi la festa.

C’è un’unica condizione: dare retta all’invito: «Venite alle nozze». Nella parabola, come mai i primi invitati non accettano l’invito del re? Se il re preparasse le nozze con tante spese e attività, tutti lo noterebbero e ne parlerebbero: Chi va alla festa? Chi invita il re? Una spiegazione del loro rifiuto è che nessuno presta attenzione al re.

Con gli occhi della fede, dobbiamo riconoscere che Dio Padre prepara l’ultima festa eterna, dove il Figlio è lo Sposo e la sua sposa è la Chiesa: noi. Il profeta Isaia lo predicò: «Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto». Vediamo gli indizi: i sacramenti, le persone che aiutiamo o che ci aiutano, i miracoli grandi e piccoli nella nostra vita. Per vedere le cose di Dio, dobbiamo allenarci con una meditazione quotidiana sulle Scritture.

Allo stesso modo, Gesù, lo Sposo, ci ama e ci chiama a venire da lui. Egli provvede tutto per la festa. Se non abbiamo l’abito bianco del battesimo, ce lo dona o lo purifica con il suo sangue della croce. Se non abbiamo i doni, Egli ci insegna a offrire lode e ringraziamento attraverso la Messa, la Liturgia delle Ore e la devozione popolare. Lo Spirito Santo ci spinge ad aiutare e amare gli altri, decorando il nostro abito con i gioielli delle buone opere. Alla fine, Gesù ci dona sua Madre, Maria Santissima, per prepararci alla festa con il suo esempio e la sua intercessione.

Ci chiediamo: Usiamo questi mezzi di aiuto? Oppure crediamo nella nostra autosufficienza? La seconda opzione ci rende impreparati alla festa, come l’uomo senza l’abito nuziale alla fine della parabola. Egli non comprende l’evento e non si prepara.

Dunque, prepariamoci adesso per festeggiare in Paradiso per sempre.

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