Usando Mt 22,15-21, padre Jonas parla di ricordare Dio quando si vota durante la Messa delle 8 del 18 ottobre 2026 presso la Chiesa di San Pietro in Montorio a Roma.
Dio vi benedica.
Ecco il testo dell’omelia:
In questo periodo di elezioni in molti paesi, è necessario ricordare Dio quando si vota.
Nella sua provvidenza, Dio usa tutto — la politica, la scienza e la tecnologia — per realizzare i suoi piani. Al culmine del suo potere, Ciro ricevette la parola di Dio: fu Dio a permettere la sua ascesa, come scrive il profeta Isaia: «Io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca. Io sono il Signore e non c’è alcun altro».
Nel mondo occidentale, molti intellettuali ci insegnano che esiste una separazione tra religione e politica. Per sostenere questa idea, alcuni cattolici citano le parole del Vangelo di oggi: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Questo è vero solo in parte. Ogni campo della conoscenza umana (la scienza, la politica) ha le proprie regole che vanno rispettate. Per esempio, una diagnosi medica richiede un’indagine scientifica. E ci sono stati momenti storici in cui un eccessivo coinvolgimento della Chiesa nella politica ha creato molti problemi.
Allo stesso tempo, non portiamo solo una parte di noi in un’attività umana: portiamo tutto noi stessi. Ogni persona ha una dimensione religiosa o spirituale che forma i propri valori e che orienta le scelte morali.
Nel Vangelo, la moneta con l’immagine di Cesare appartiene a Cesare; dunque si restituisce a lui ciò che è suo. Anche se l’oppressione romana — soprattutto la tassa — era una questione gravosa per gli ebrei, nel quadro generale l’Impero Romano era piccolo nei piani di Dio. Secondo l’inizio del libro della Genesi, ogni essere umano è creato a immagine di Dio. Dunque ogni reverenza e ogni amore sono dovuti a Lui.
Nonostante il peccato originale, Gesù ci ama e desidera la conversione totale della persona. Per questo entrò nel mondo attraverso il seno di Maria Santissima e visse in mezzo a noi per santificare e salvare ogni persona e ogni attività umana.
Allo stesso modo, la grazia divina deve entrare in ogni parte della nostra vita. Proprio come Dio ci ha scelti, anche noi dobbiamo scegliere — o “votare” — per questo riordinamento della nostra vita verso di Lui. Accogliamo e portiamo i valori di Dio nel mondo, soprattutto nella politica: essi plasmano le nostre scelte sulla scheda elettorale.
Oggi, quando sembra che la politica e la diplomazia non riescano a risolvere nulla, partecipiamo comunque con fiducia, sapendo che Dio, nei suoi piani, lavora e usa tutto, persino le decisioni capricciose dei governanti.
Prima di votare, dobbiamo informarci sulle questioni attuali e poi pregare lo Spirito Santo affinché illumini la mente e il cuore nostro e degli altri, e guidi la scelta di tutti.
Alla fine, ogni voto ci esprime e ci forma.
